Aiuto - Cerca - Utenti - Calendario
Versione completa: Manga: La Fenice - Serie in corso
MangaItalia.it Forum > Archivio Redazionali > Articoli
URIEL76IT
[align=justify:d20783c44d]
Titolo Originale: HI NO TORI
Casa Editrice: Hazard Edizioni
Autore: OSAMU TEZUKA
Genere: Fantascienza
Prima pubblicazione in Giappone: 1978
Numero: 4 di 16
Pagine: 325
Ribaltato: No
Prezzo: 13,50

Osamu Tezuka è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Universalmente considerato il “padre” del manga come forma d’espressione artistica, proposto da suoi concittadini come possibile candidato al Nobel per la letteratura ed autore di svariati titoli che costituiscono altrettante pietre miliari nella storia del fumetto nipponico, da “Kimba” ad “Astroboy”, dalla “Principessa Zaffiro” a “Budda” , da “Black Jack” alla “Storia dei tre Adolf”, il suo è un nome che nessuno che sia anche solo alla lontana un’appassionato di manga non può non conoscere.
[redaleft=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/thumb.php?pic=Fenice_01.jpg big=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/data/img/Fenice_01.jpg]Le copertine del Libro dell'Alba e di quello del Futuro[/redaleft]Eppure nella galleria delle grandi opere sopra citate manca quella che Tezuka stesso considerava la sua più importante, benché non sia la più nota, e cioè “La Fenice” (Hi no tori) a cui il Maestro si è dedicato a più riprese per un periodo lunghissimo della sua vita che va dal 1956, anno di uscita del prequel della saga dell’Uccello di Fuoco, sino al 1988, anno precedente a quello della scomparsa, in cui finalmente è riuscito a completare questo manga costatogli tanta fatica ed impegno. Una genesi dunque travagliata e sofferta che testimonia la rilevanza che il “Dio” del manga attribuiva a questo titolo, suddiviso in ben 12 cicli e 16 volumi, in cui si proponeva di condensare la sua visione del mondo, della vita e dei destini della razza umana in un unico, grande affresco cosmologico spaziando dalla proto-storia del Giappone sino al futuro remoto del pianeta Terra.

Protagonista indiscussa del manga, come appare evidente dal titolo, è la Fenice, mitica creatura capace di rigenerarsi e rinascere a nuova vita dalle sue ceneri, il cui sangue dona a chi lo beve l’immortalità. Se da un lato essa risulta essere la vittima designata di una caccia spietata alla quale gli uomini d’ogni epoca, bramosi di assurgere al rango di dei, la sottopongono, dall’altro, man mano che le vicenda si dipana, appare chiaro come invece sia la Fenice stessa a condurre il gioco manipolando il destino dell’umanità intera, facendosi beffe di chi stoltamente tenta di catturarla. L’Uccello di Fuoco è, infatti, una presenza immanente che tira le fila della trama di tutti i tomi di cui si compone l’opera di Tezuka anche quando i protagonisti delle singole storie appaiono proiettati verso obiettivi completamente diversi da quello di raggiungere la vita eterna attraverso di lei. Si disvela così come, nella mente di Tezuka, la Fenice non sia altro che la rappresentazione del Karma e dell’eterna rinascita dell’universo. Una palingenesi destinata a ripetersi nei secoli dei secoli ed in cui non sempre è l’umanità a farla da protagonista, come mostra la grottesca vicenda della civiltà delle lumache che l’autore mette in scena negli scampoli finali del “Libro del Futuro”, terzo capitolo della saga.
[redaright=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/thumb.php?pic=Fenice_03.jpg big=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/data/img/Fenice_03.jpg]Lo spietato Imperatore Jinmu ritratto con il Nibbio Dorato, simbolo del suo potere[/redaright] Attorno a questa possente figura si muove la sterminata galleria di personaggi mandati in scena da Tezuka. Personaggi che a volte riprendono i tratti di figure mitiche o storiche della cultura nipponica, come accade nel “Libro dell’Alba” dove incontriamo, ad esempio, la regina Himiko o l’imperatore Jinmu, mentre nei libri ambientati in contesti fantascientifici il legame con il passato è rappresentato dai nomi dei luoghi, come per la futuristica megalopoli di “Yamato”, in modo da sottolineare, anche simbolicamente, la circolarità dello scorrere del tempo nell’universo della “Fenice” dove la fine di un ciclo corrisponde all’inizio di un altro uguale a quello precedente.[redaleft=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/thumb.php?pic=Fenice_04.jpg big=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/data/img/Fenice_04.jpg]Uno scorcio di "Yamato", megalopoli avveniristica del lontano futuro[/redaleft] In questo cammino ridondante verso l’estinzione gli esseri umani paiono incapaci di emendarsi dalle proprie colpe e dai propri errori benché Tezuka, per bocca della Fenice stessa, lasci trasparire la speranza che qualcosa possa cambiare e l’umanità riesca a spezzare il vortice auto-distruttivo di cui essa è prigioniera, avviandosi verso un futuro di pace duratura. Sotto questo punto di vista la mitica creatura sembra portatrice di un messaggio salvifico e caritatevole al contrario di quello che si può constatare in altri frangenti in cui essa si manifesta come spietata fustigatrice delle debolezze umane. Nel complesso una figura enigmatica ed ambigua, proprio per questo affascinante.
Coerente con l’idea circolarità del tempo è la struttura narrativa adottata da Tezuka. Infatti il racconto non si svolge in maniera cronologicamente lineare ma anzi futuro e passato si mescolano di continuo nei vari libri di cui si compone l’opera ponendo in risalto tanto differenze tra un’epoca e l’altra quanto le costanti comportamentali di esseri umani così temporalmente distanti fra loro. Basti pensare, a conferma di questa tesi, al fatto che la naturale conclusione della storia cosmologica raccontata dall’autore è da lui collocata già nel terzo volume mentre i tomi successivi non sono altro che la descrizione del cammino verso questa fine già sancita.

[redaright=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/thumb.php?pic=Fenice_02.jpg big=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/data/img/Fenice_02.jpg]La terribile condanna alla solitudine di Masato[/redaright]Per quel che riguarda le modalità di narrazione i toni utilizzati dal “Maestro” di Osaka sono, assai spesso, cupi e drammatici come si addice al tenore dell’opera benché non siano infrequenti gli accenni scherzosi e caricaturali tipici della sua espressività artistica che chi ha letto altri manga di Tezuka conosce bene. I singoli episodi citabili per evidenziare la forte impronta tragica della “Fenice” sono numerosi ma forse quello di Masato che, ultimo uomo sulla Terra trasformato in un’immortale dal sangue dell’Uccello di Fuoco, vaga disperato alla ricerca di un'altra creatura senziente che lo conforti dalla sua solitudine senza neanche poter trovare requie nell’abbraccio della Morte è il più terribile di quelli descritti. A chi legge quelle pagine viene trasmessa in maniera inequivocabile la sensazione che nulla a questo mondo sia peggio del restare per sempre in compagnia solamente di se stessi e che l’unica salvezza risieda nell’oblio della propria coscienza indotto dal trascorrere degli eoni. Parlare di alta letteratura in senso lato, relativamente a questo passaggio, non è né improprio né esagerato.

[redaleft=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/thumb.php?pic=Fenice_05.jpg big=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/data/img/Fenice_05.jpg]La "riscoperta" del Mondo e l'Olocausto Nucleare[/redaleft]Affrontando la questione disegno è necessario distinguere tra l’importanza storica attribuibile al tratto di Tezuka e quella che potrebbe essere la sua resa agli occhi del lettore odierno. Senza enfasi si può affermare che Tezuka sta ai manga come Giotto sta alla pittura. In pratica ha posto le basi di quasi tutti gli stilemi grafici poi ripresi, in una forma od in un’altra, dai mangaka a lui successivi influenzando in maniera decisiva lo sviluppo di questa forma d’espressione artistica. Detto questo, analizzando le tavole del “Maestro” in un’ottica a-temporale, è possibile che il suo tratto appaia sin troppo spoglio, grezzo ed infantile rispetto alle produzioni contemporanee caratterizzate da ben altri livelli d’elaborazione estetica. In particolare in un’opera come "La Fenice", segnata da una intensa componente drammatica, i disegni di Tezuka, a causa della loro semplicità, possono risultare inadeguati a rendere in maniera convincente il pathos che determinate scene dovrebbero esprimere. Il dilemma che si pone nel giudicare esteticamente questo manga potrebbe essere reso sinteticamente della domanda: “contestualizzare o non contestualizzare?” Se si risponde positivamente a questo quesito allora il voto attribuibile al disegno non potrà che essere il massimo. Se, invece, si percorre l’altra strada non potrà che essere appena sufficiente. Personalmente sono assai combattuto tra le due ipotesi propendendo però, in ultima istanza, per la prima. Del resto se si va a visitare la “Cappella degli Scrovegni” non si può pretendere di trovarsi davanti ad un quadro di Dalì. [redaright=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/thumb.php?pic=Fenice_06.jpg big=http://mangaitalia.com/redazione/keisuke/data/img/Fenice_06.jpg]Il duplice volto della Fenice, portatrice di speranza ma anche implacabile fustigatrice dei peccati dell'uomo[/redaright]Entrambe le opere acquistano pienamente senso e valore solo nell’ottica dell’epoca che le ha generate.

Infine uno sguardo alla confezione. "La Fenice", come quasi tutte le altre opere di Tezuka, è giunta nelle fumetterie italiane per merito della Hazard, casa nota per la qualità dei prodotti offerti al pubblico. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un’edizione ottimamente curata suddivisa in 16 libri di formato 18x13, rilegati a filo e con sovracoperta. Il prezzo varia dai 9 euro sino ai 13.50 a seconda del numero di pagine di cui si compone il singolo tomo. Una spesa quindi non da poco ma ripagata dalla perizia con cui sono stati confezionati i volumi che ci si ritrova a sfogliare.




[mangapag trama=8 disegno=6(10) confezione=8 globale=72]
Solo per appassionati di Tezuka. Se non avete confidenza con il “Maestro” e anche minimamente pensiate che non faccia per voi meglio lasciar perdere. Soprattutto perché l’acquisto dell’intera opera è una spesa notevole. Per chi conosce già il grande Osamu o ritiene che sia il momento d’avvicinarsi a questo autore si tratta, invece, di un manga da non farsi scappare perché rappresenta uno dei picchi di massimo splendore artistico da lui raggiunti.
Postilla finale: come noterete il voto dato al disegno è duplice. Quello tra parentesi si riferisce al valore “storico” del manga sotto questo punto di vista.[/mangapag]

Appendice: il piano dell'opera

volumi 1-2 il Libro dell’Alba

volume 3 il Libro del Futuro

volume 4 il Libro di Yamato, il Libro dell’Universo

volumi 5-6 il Libro del Mito

volume 7 il Libro della Resurrezione,

volume 8 il Libro della Resurrezione, il Libro del manto di piume

volumi 9-10 il Libro della Nostalgia

volumi 11-12 il Libro della Guerra civile

volume 13 il Libro della Vita, il Libro degli Esseri Fantastici

volumi 14-16 il Libro del Sole

Le origini (Prequel 1956)[/align:d20783c44d]
spaced jazz
Bella recensione da parte di Uriel, io alla trama ovviamente darei di più ma va anche detto che finora abbiamo letto solo un quarto dell'opera e quindi il voto è lontano dall'essere definitivo sia in un senso che nell'altro.
Per il disegno, giusta la duplice valutazione, facciamo la media e diamo 8 ^^
mogwai
naturalmente non entro nel merito totale dell'opera (lo ripeto per chi non abbia seguito il topic, ho letto solo il terzo volume).
ma nel passaggio in cui uriel dice "parlare di alta letteratura non è esagerato", smentisco dicendo che è proprio parlare di "buona idea" (per com'è narrata in maniera ostentatamente dilatata, non per l'idea in sè che non è niente di che).
per il resto, credo che ad esempio aggiungere il dolore fisico al dolore psichico della solitudine sia peggio, quindi sì, c'è dolore più grande della solitudine. c'è gente che impazzisce letteralmente, non solo obliando se stessa, passando sofferenze meno infinite e più contingenti, invadenti.

per il resto mi limito a notare che hai svolto un po' il compitino, uriel, da te speravo in maggior personalità nel parlare di uno come tezuka.

e banalmente per la questione disegno, mi vien da chiedere, ma tu a cosa daresti 5 (a prescindere dalla contestualizzazione)? (con arroganza ipotizzo insomma che ti sei fatto piegare dal carisma storico di tezuka, sorry)
spaced jazz
Mog, 5 o meno si dà ad un tratto scadente ma anche vuoto, magari tezuka avrà uno stile scarno ma a livello di ricerca e struttura espressiva non me lo puoi definire insufficiente tanto da scendere sotto il 6...
URIEL76IT
La parte sul disegno l'ho scritta solo per farti piacere. ;-)
Onestante c'ho ponzato abbastanza a lungo e alla fine ho ritenuto che i meriti di Tezuka siano troppo grandi per poter dare un'insufficienza anche solo parziale. Non che avessi paura di dargli 5 ma è che, in tutta coscienza, non lo ritenevo il voto corretto. Al massimo sono stato un'pò salomonico nel dividere la valutazione in 2 per salvare capra e cavoli ma non ho intravisto una soluzione migliore che mi permettesse d'esprimere la mia posizione sulla questione.
Per il resto ogniuno ha le sue idee ma il complesso dell'opera mi ha colpito profondamente. Pur con qualche ingenuità, dovuta più che altro al periodo ormai datato in cui il manga è stato partorito, la costruzione della trama e dei personaggi sono ottimi e certi passaggi, come quello citato, sono veramente notevoli. Nel merito della vicenda di Masato la cosa terribile è il fatto che non possa morire accoppiato con quello dell'essere totalmente solo. Il dolore fisico lo puoi combattare, quello psicologico indotto dall'isolamento no, senza un'altro da te che ti conforti. E se non te ne puoi liberare neache con la morte la situazione diventa letteralmente infernale. Peggio di così non mi viene in mente niente.
mogwai
"tanto da scendere sotto il 6...", mica è una tragedia. ^^
a un tratto scadente e vuoto do meno di 5 (cioè, lo ritengo meno che mediocre). le tavole in cui ho notato qualcosa di positivo registicamente sono assai poche (facendo una percentuale, ma magari negli altri numeri chissà che s'è inventato).
e facendo psicologia spicciola su uriel, farei notare quel "appena" che precede il "sufficiente"...proprio a malincuore, eh.^^

uriel, non devi immaginare molto, te l'ho mostrato io un esempio: impazzire anche di dolore (lascia stare che eventualmente ti puoi curare, tu hai parlato della sofferenza massima possibile, una situazione estrema) e magari in solitudine. pensi che servano millenni? tanto più che masato non impazzisce, semplicemente trascende la propria umanità perdendo il suo corpo, non la considero nemmeno una via di fuga psicologica.

ah, "al massimo sei stato un po' salomonico"?^^ è tipo la prima volta che la redazione permette una divisione del genere nel dare un voto e nell'esprimere comunque un giudizio...daie, tezuka è una responsabilità pesante.^^
patatromb
ma a parte tutto, mogwai, tu daresti l'insufficienza ai disegni?
mogwai
credevo si fosse capito.^^
sì, lo ritengo insufficiente nella famosa ottica decontestualizzata che io peroro.
patatromb
e come mai di preciso? a parte gusti personali, direi che il tratto, molto personale, è decisamente gradevole nella sua morbidezza, i personaggi sono ben caratterizzati, le tavole sono costruite con cura. Poi so che a te piace altro, ma i gusti personali e un giudizio generale (decontestualizzato come lo hai definito tu) dovrebbero sempre essere scissi
mogwai
sorry, hai letto proprio male, perchè il mio "decontestualizzato" è lo stesso di cui parla uriel. io non sono per i giudizi obiettivi, tantomeno per i disegni, di cui argomentare dicendo davvero qualcosa di pregnante e quasi matematico (l'obiettività è una parola grossa) è difficile, e non certo solo per me ( ne sei la prova^^).

rispondendo alle tue di argomentazioni posso dire:

-tratto personale? sì, ma ripreso e migliorato da tantissima altra gente dopo di lui. ha il pregio immenso di essere stato l'apriprista, ma la sua personalità ora come ora mi pare poca cosa. come uno che scrive in stampatello in un mondo di gente che scrive corsivo, per dire.

-a parte i gusti personali il tratto è morbido. indubbio. è gradevole per questo? no, non vedo perchè, al massimo trovo simpatico come disegna le belle fanciulle. la gradevolezza sta altrove. ad esempio in tratti meno semplicistici (stiamo pur sempre parlando di una serie drammatica, e io al contrasto disegnocarino-storiacruda non c'ho mai creduto).
come dissi nel topic apposito, se penso al presunto fascino della fenice, e contemporaneamente mi viene in mente la sua testa, con quegli occhioni sbriluccicosi...le risate esplodono.

-le tavole che mi hanno colpito per costruzione sono poche, per il resto non ho notato niente di sfavillante che mi facesse ignorare quello che invece è evidente (ah...che superficiale esteta sono..). ma come ho detto sicuramente è la parte migliore della sua estetica narrativa.
URIEL76IT
Mi pare che tu propenda per una sopravaluttazione del dolore fisico accessivamente marcata rispetto a quello psicologico. Anche nella vita reale assai spesso il secondo è molto peggio del primo. Comunque non perdiamoci in un discorso marginale. A me quel passaggio ha impressionato. A te invece è solo parso buono ma non memorabile. Ai posteri l'ardua sentenza.
Tornando al doppio voto sul disegno in effetti ho avuto la speciale autorizzazione di Keisuke con tanto di bolla d'oro papale a certificare la liceità della cosa. Se pensi che io sia stato "vigliaccone" c'hai un'pò ragione ma, ribadisco, soluzioni migliori non me ne venivano in mente.
patatromb
X Mogwai:
veramente il “decontestualizzato” da me citato viene dritto dritto dalla “ottica decontestualizzata che IO peroro” del tuo terzo post. Non ho poi mai parlato di giudizio obiettivo, bensì generale, non è la stessa cosa... (E poi sono io che leggo male? Oh oh oh)
Riguardo alle tue risposte posso dire quanto segue:
il punto primo (sul tratto) non pare darmi torto. Se tanta gente si ispira a uno stile, questo significa che è effettivamente valido, a prescindere da come questo verrà poi elaborato da chi viene dopo. Il commentino finale sullo stampatello vs. il corsivo è quantomeno fuori luogo, oltre che privo di significato.
Il punto secondo: uno degli elementi di forza dello stile di TEZUKA è la sua morbidezza! Parli di impossibilità di fare giudizi obiettivi e poi esci fuori colla frase “la gradevolezza sta altrove. ad esempio in tratti meno semplicistici”… Non ho poi scritto “il disegno è funzionale alla storia per la sua morbidezza e quindi gradevole” ma “i disegni sono gradevoli nella loro morbidezza”, uno stile di disegno può essere gradevole al di là della storia (e viceversa). Che poi si addicano o meno alla narrazione è un altro paio di maniche, ma qua non stiamo discutendo questo (però una storia come il destino di Kakugo con disegni più 'seri' sarebbe stata una vaccata pazzesca)
sull'ultimo punto potremmo andare avanti per secoli senza che nessuno si sposti di un millimetro dalle sue posizioni, quindi inutile perderci su altro tempo (ecomunque il disaccordo era maggiormente sui punti già trattati).
mogwai
eh, ma me le tirate proprio fuori....

uriel nella recensione ha parlato del problema "contestualizzazione" , io ho sempre fatto riferimento a quell'accezione, e infatti ho mosso l'appunto del 5. (ovvio, per l'epoca forse era 10 o quasi, che ne so. ma io appunto peroro il "non me ne frega niente dell'epoca, visto che lo leggo io nella mia epoca e con la mia cultura)
quindi che minchia c'entra il "decontestualizzato" e la scissione dai gusti personali? a casa mia se ci si separa dai gusti personali si cerca l'obiettività, non la "generalità". poi se mi spieghi che intendi tu con quel termine, mostrando come diverge da quello che avevo capito, mi fai un favore.

-il punto primo non pare darti torto? io sono abituato a stili nati da quello ma che ritengo molto migliori di quello, ergo crescono le mie pretese e l'originale non mi dice più molto. di una naturalezza abbagliante.
hai parlato di stile "personale" per uno che ha creato una scuola dal niente, e di cui noi godiamo i frutti in ogni manga che leggiamo...come potrebbe sembrarmi una novità interessante? mi sembra appunto uno che scrive uno stampatello scialbo in mezzo a tanta gente che usa il corsivo (certo, anche tra chi scrive corsivo c'è chi una una pessima calligrafia). ah, scusa, avevi detto che era fuori luogo..pardon, sticazzi^^

-hai detto quindi che "morbido e quindi gradevole", no? io a questo ho risposto, dicendo "no, morbido sì, ma non per questo gradevole" e ho usato lo stesso livello di soggettività che hai usato tu. dove sta scritto che le cose morbide sono per forza gradevoli? e poi "gradevole" non è forse un aggettivo immensamente soggettivo? ti ho risposto proprio usando il tuo stesso registro ma negando il tuo sillogismo fondante.
quello che ho aggiunto (sulla fenice) era secondario per quel che avevi detto, ma anche un esteta come me un minimo di funzionalità nel disegno la vuole.

dopo che mi hai costretto a spiegare l'alfabeto della dialettica, non ti offendere se non ti risponderò ulteriormente, vado a raccogliere le palle che mi sono cascate.
patatromb
raccolte le palline? Humm come mai ti scaldi tanto mog? mica ti ho detto cotica! Modera un po'i termini vah...

Credo che tra noi due quello che continua a leggere male non sono io....ora la mia espressione (faccio copia incolla) disegni "gradevoli nella loro morbidezza" è diventata nel tuo intervento "morbido e quindi gradevole"...tu trasformi con leggerezza una caratteristica limitata in un assunto assoluto...complimenti! esteta, l'hai detto, non certo retore...

riguardo al tuo problema con il "giudizio generale" beh, non mi pare difficile capire come si tratti di un giudizio che NON è distaccato da epoca, cultura e via dicendo, ma che tiene in considerazione allo stesso tempo sia l'epoca di creazione che quella di fruizione al di là (per quanto possibile) dai gusti personali - che è poi in casi come questo il lavoro di un recensore. in virtù di questo decontestualizzato significa chiaramente distaccato dal tenere in considerazione solo un preciso elemento/periodo ecc.. è ben meno decontestualizzato ragionare, come fai tu, in base alla tua cultura ed epoca. Se per te decontestualizzare e ricontestualizzare sono sinonimi beh, qui mi spiace ma allora sei tu che ti presti ad essere frainteso.

e per quanto riguarda lo stile personale dimmi, solo uno stile che rappresenta "una novità interessante" è personale? allora accidenti! L'opera di Kamekura è poco personale perché poi altri grafici vi si sono ispirati elaborandola e creando una grafica nuova (ho scelto un pressoché coevo di Tezuka visto che bravo!)? e io che pensavo che uno stile è personale quando lo si riconosce al volo quando lo si guarda!
Chibi Goku
> non mi pare difficile capire come si tratti di un giudizio che NON è distaccato da epoca, cultura e via dicendo, ma che tiene in considerazione allo stesso tempo sia l'epoca di creazione che quella di fruizione

E allora non è decontestualizzato, ed è anche abbastanza inutile girarci intorno.
Altrimenti dovremmo inventarci la decontestualizzazione assoluta per parlare di uno stile senza tenere in considerazione nulla.

Tra l'altro una volta posto che i disegni sono gradevolmente morbidi cosa abbiamo ottenuto?
Rimangono comunque le stesse tavole spoglie, disegnate con uno stile superato (corsivo vs stampatello per la gioia di mogwai) e con una costruzione delle tavole che arriva sì e no alla sufficienza (non ho mai trovato Tezuka sufficientemente dinamico).
E una volta che ci si è resi conto che per certi generi di storia la morbidezza non è questo gran pregio non si ha più niente in mano (e già prima si aveva poco visto che io personalmente trovo la morbidezza di Tezuka fortemente antiestetica).

Decontestualizzato imho il disegno di Tezuka non meriterebbe più di 5 (con leggere variazioni a seconda che si adatti più o meno al tipo di storia narrata).
lain
Questa recensione ed i suoi commenti rimarcano ancora una volta la totale inutilità dei voti all'interno delle recensioni. Siamo arrivati a parlare dei massimi sistemi di valutazione, non dell'opera e dell'importanza storica che all'interno della cultura fumettistica Giapponese essa ricopre. Voi direte "Così si fanno un'dea subito" e non leggono la recensione poi, che ci siano solo recensioni e chi non le vuole leggere, che siano contenti di restare dei manga-zombi del menga.
mogwai
mon dieu, che cazzata.
spaced jazz
<<Tra l'altro una volta posto che i disegni sono gradevolmente morbidi cosa abbiamo ottenuto?
Rimangono comunque le stesse tavole spoglie, disegnate con uno stile superato (corsivo vs stampatello per la gioia di mogwai) e con una costruzione delle tavole che arriva sì e no alla sufficienza (non ho mai trovato Tezuka sufficientemente dinamico). >>

Per i disegni pensatela come vi pare, ma la costruzione delle tavole di Tezuka è uno dei libri di testo su cui hanno studiato buona parte dei succesori, chi più chi meno. Soprattutto se parliamo in senso assoluto (visto che i primi volumi della Fenice sono ancora degli anni '60) con i gekiga più recenti, guardatevi ad esempio la ricerca grafica che c'è in Kirihito.
mogwai
spaced, io posso anche capire il tuo amor ma se si esce a coppe perchè risponder bastoni? se c'è una cosa che nessuno ha messo in dubbio è la portata storica come maestro.
noi si parla d'altro, da un altro punto di vista, e se tanti hanno studiato da quel libro di scuola e ci hanno abituati in tal modo non è colpa nostra. il maestro per noi in molte cose è stato insuperato: ribadisci il tuo "ma manco per il cazzo" (sarebbe legittimo) ma non ripetere "ma è stato lui il maestro" (dupalle).
spaced jazz
Non hai capito... se c'è chi c'ha "studiato" sopra è perchè il suo stile era di livello assoluto, e ancora oggi mantiene le sue prerogative specie in ottica di costruzione della tavola tongue.gif
patatromb
spaced jazz, il ragionamento di mogwai è quello per cui se uno piglia lo stile di un altro lo stile copiato/elaborato è sempre e comunque migliore e in pratica Tezuka non gli piace proprio ma ammetterlo con semplicità gli pare poco nobile e quindi fa tutto un discorso sul nulla e noi scemi a cascarci...
Chopper
mogwai ha detto:
------------------------
credevo si fosse capito.^^
sì, lo ritengo insufficiente nella famosa ottica decontestualizzata che io peroro.
------------------------

perora, per ora
finora non ti ho dato corda anche perche' mi sembravi solo un provocatore e mii divertivo a leggere i tuoi post ma adesso ho la snsazione che ci credi davvero

ottica decontastualizzata COSA???

ao', Tezzuka si e' INVENTATO i manga! decontestualizzami tutto, adesso, anche disney braccio di ferro tom e gerry i flinston ecc ecc..... no non ci credo che sei cosi', per forza e' tutta una montatura
mi rilasso subito e torno a credere che lo fai solo per provocare e che stavolta ti sei scoperto
senno' la mia opinione su di te cala molto molto molto sad.gif
mogwai
[editato da Kenzo]

No, mogwai non è un provocatore. Per quello che ne so io ci crede davvero nelle cose in cui scrive. Tuttavia esiste una soglia del quieto vivere che non andrebbe oltrepassata, leggasi "ci si può scontrare verbalmente anche senza provocare volutamente gli interlocutori".
Soglia abbondantemente oltrepassata in questo caso.
Momiji
Dei gusti degli altri mi importa ben poco, il manga a me piace, e tanto (disegni compresi)! La recensione per me e' buona, per nulla "vigliacca" (e' vigliaccheria NON parlare male di un autore? ?_? sembra che le critiche in negativo facciano guadagnare punti ai recensori XD)
Per il resto... mogwai, non condivido come la pensi, ma nemmeno appoggio tutto questo accanimento verso le tue opinioni. ^^;
Succede sempre anche a me quando dico che Evagelion non mi e' piaciuto pur non negandone l'importanza.
mogwai
no, momiji, non si guadagna punti se si valuta negativamente l'operato di un autore aprioristicamente. ma se lo stesso uriel conferma di averne avute parecchie di remore ed è dovuto ricorrere alla doppia votazione...sì, non parlerei di coraggio. a spaced infatti non l'ho detto.
(poi lo sappiamo tutti che uriel ogni giorno combatte il crimine nella sua città con grande sprezzo del pericolo, ma questa è un'altra storia e ve la racconterò un'altra volta^^)

doc, curiosità, trovi corretto accusare di esser un provocatore? lo ritieni rientrante nell'ambito del quieto vivere? (sì sa che io non sono uno che si premura del quieto vivere, ma all'atto pratico non sono il solo, mi basterebbe che lo si riconoscesse non "punendo" soltanto me)
pavel
Insomma, torno nel forum (e in Italia) dopo diversi mesi ma noto che ancora tiene banco la discussione su questo manga... E come sempre possiamo riassumere il tutto con la frase: Mogwai non capisce nulla^^

Buonissima la recensione di Uriel, i due voti sul disegno me li sarei risparmiati anch'io... Ma avrei tolto il primo perché Tezuka il 10 lo merita totalmente ^^
mogwai
che ci vuoi fare, anche uriel è un provocatore visto che mette il 10 solo tra parentesi.^^
visto l'accostamento di chopper riguardo walt disney, a quando un bambi vs fenice?
pavel
Ma allora Bambi è proprio un tuo chiodo fisso? Chissà cosa t'ha fatto da bambino...

Considerando che Tezuka copia spudoratamente gli occhi dei personaggi del caro Walt (e non l'ha nemmeno mai nascosto) direi che ci sta bene l'accostamento, no?

Comunque sto leggendo il quarto volume e non mi sta piacendo per niente, peccato che non lo vuoi leggere... avremmo potuto essere d'accordo almeno su questa cosa.^^
mogwai
proprio perchè concordi con l'accostamento, non è un mio chiodo fisso. è solo uno sfottò più simpatico de "mogwai non capisce nulla", todo qua.
oh, se me lo presti tu me lo leggo volentieri.
pavel
Touché...

p.s. Lo sfottò ci sta ma anche no. Dipende da cosa ha fatto Bambi alla psiche di uno spettatore...
Larm
(Preciso: non ho letto il fumetto, giudico dalle numerose tavole postate).
Sto cercando un modo per motivare quel curioso voto al disegno, ma sinceramente non lo trovo. Anche dal punto di vista di un lettore moderno quelle tavole mi sembrano di una pulizia e di un'espressività straordinarie, proprie di quel tono incantato e favolistico che Tezuka sa dare alle sue opere.
Insomma, la distinzione tra ciò che potrebbe piacere ad un lettore del 1978 e ad uno degli anni '00 è completamente arbitraria, visto che Uriel (e noi tutti) siamo comunque dei lettori del terzo millennio e non possiamo sapere quali erano i parametri di giudizio dell'epoca. La scelta tra contestualizzare e non contestualizzare non si pone nemmeno, visto che è impossibile giudicare qualcosa senza prevedere un determinato contesto di valori di partenza.
(Oltre al fatto che giudicare "La Fenice" come un fumetto del 2006/2007 è proprio un errore logico, più o meno come dare 5 a un film di Chaplin per la poca varietà del colore..).
Questa è la versione 'lo-fi' del forum. Per visualizzare la versione completa con molte più informazioni, formattazione ed immagini, per favore clicca qui.
Invision Power Board © 2001-2010 Invision Power Services, Inc.