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Versione completa: [spoiler] Freesia
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_gallo_
Revenge is a dish best served cold.

Giappone, futuro molto prossimo. Mentre l'intera nazione è occupata a fronteggiare un guerra di vaste proporzioni, di cui però i nemici rimangono quasi ignoti, viene promulgato dal governo un atto per riformare il sistema penale. A causa del conflitto, le autorità hanno incontrato sempre maggiori difficoltà nel fronteggiare la criminalità, ragion per cui il numero di illeciti è salito vertiginosamente in breve, portando parallelamente alla saturazione delle carceri, oramai incapaci di contenere nuovi detenuti. Proprio per questo è stato varato il vengeance act tramite cui viene concessa la possibilità, secondo un determinato protocollo, di farsi giustizia da soli. Il regolamento dei conti è molto semplice nei modi: sei hai perso un famigliare o qualcuno a te caro, sei autorizzato ad uccidere l'assassino. Occhio per occhio, dente per dente. Tuttavia solo una minima parte dei cittadini, pur cercando vendetta, ha il reale coraggio di compiere un'azione del genere. Per questo motivo esistono delle agenzie specializzate nel compito che operano dietro commissione. Hiroshi Kano, il protagonista del manga, lavora per una di queste. Agli individui braccati da queste agenzie è concesso difendersi in qualunque modo, anche reclutando guardie del corpo.

A grandi linee questa potrebbe essere l'introduzione di Freesia manga di Jiro Matsumoto serializzato sulle pagine di Ikki, rivista abbastanza d'avanguardia che ospita fra gli altri anche l'interessante Dorohedoro.
In apparenza il contesto ricreato potrebbe sembrare troppo artefatto perché un modello legislativo del genere possa realmente funzionare nella realtà. Tuttavia mano a mano che si procede con la lettura lo scenario assume un suo senso, anche plausibile se vogliamo, e non privo di sfaccettature interessanti.
Tramite questa legislazione il governo ha creato un valvola di sfogo per la violenza dilagante nella società, in quanto agli individui più pericolosi viene data la possibilità di commettere omicidi in modo quasi legale. Di fatto i lavoratori di queste agenzie sono in tutto e per tutto simili alle loro prede. Lo stesso Kano non si può dire sia un tipo normale. Sin dalle prime vignette appare come un individuo privo di qualsiasi umanità, non necessariamente cattivo, ma insensibile a qualunque cosa.
Soffre di disturbi psicologici, è continuamente tormentato dal trillo di un telefono inesistente e più volte gli compare di fronte la figura di una donna immaginaria. E' un agente abile nel mestiere, non perché eccella realmente nel lavoro, ma possiede una specie di sesto senso capace di fargli individuare il pericolo. Proprio per questo motivo è riuscito sopravvivere in passato quando fu reclutato dall'esercito.
Assieme ad altri suoi compagni e per conto dei superiori, gli vengono affidati volta per volta vari casi da compiere.
Come intuibile Freesia è un manga violento, parecchio violento. Alle volte l'autore si concede qualche eccesso con cui calca parecchio la scabrosità di certe situazioni. Per esempio la ragazza con cui convive Kano è, almeno nei primi volumi, (quasi) una ninfomane e gran parte delle volte in cui compare è dedita al sesso più sfrenato. Ogni tanto si avverte proprio un'esagerazione; di stupri, omicidi, sevizie, violenza sui minori questo manga non lesina nulla. Fortunatamente col procedere dei capitoli la violenza non viene più raffigurata. Pur rimanendo qualcosa di onnipresente non viene sovraesposta agli occhi del lettore, contribuendo quindi a migliorare la narrazione.

Procedendo per singoli casi, infatti si potrebbe parlare di una struttura ad archi narrativi di diversa lunghezza, sono passati in rassegna i personaggi principali che ruotano attorno a Kano dando a ciascuno una discreta descrizione psicologica. Sebbene per i ruoli chiave, a questo punto del manga, non sia ancora stato rivelato tutto, finora i vari spaccati sulle figure minori sono stati piuttosto soddisfacenti e, molto importante, Matsumoto è riuscito ad essere molto eterogeneo coi personaggi. Ad ora non hai mai riutilizzato un elemento narrativo o ripresa parte di una caratterizzazione, quindi anche se siamo a circa 10 volumi editati, può tranquillamente continuare ancora se le idee non gli mancano. E' interessante soprattutto constatare come un lavoro del genere trasformi le persone, ad esempio ad inizio manga viene ingaggiato un nuovo agente nella compagnia animato dai migliori propositi. Inizialmente non sopporta i metodi dei suoi colleghi, che spesso non rispettano la regole, ma col tempo è costretto a comportarsi in maniera analoga, non perché accetti il modus operandi, ma si rende conto di come sia di fatto l'unica strada percorribile. Allo stesso modo è interessante cogliere i vari punti di vista nei vari soggetti coinvolti, sia dalla parte degli agenti incaricati di eseguire la vendetta, ma anche delle vittime o persone che vengono uccise. Pur trattandosi di persone con la fedina penale sporca, non vengono appiattiti al generico criminale/assassino, anzi c'è una gran varietà di soggetti (come un ex-yakuza che sta cercando di rifarsi un vita, un altro che ha ucciso incidentalmente, un hikikomori che non da nessuna importanza al fatto, una madre che cerca di salvare il figlio dall'essere ucciso ecc) con annessi moventi che hanno portato a commettere l'omicidio. Di conseguenza anche le reazioni sono molto varie, rendendo sempre avvincente la narrazione.

Non mi sono direttamente informato su quali siano le fonti d'ispirazione del manga, ma a logica direi che riprende in parte, per toni e temi, Il Corvo. In entrambe le opere viene messa in scena una società caduta in una spirale di violenza e degradazione da cui non pare esserci un uscita, che costringere le persone ad essere sempre diffidenti e vivere con la paura come compagna fissa; in Freesia più volte si percepisce la prostrazione che questo stato comporta, infatti spesso di sente domandare "quando finirà tutto questo?" a cui genericamente viene risposto con un "le cose miglioreranno sicuramente" ma con un tono in cui si avverte molto autoconvincimento e molte poche certezze. Il tema della vendetta è ripreso in entrambe le opere, anche se nel corvo è sicuramente molto più personale ed emotivo, mentre in Freesia viene istituzionalizzato dello stato. Se non altro il parallelismo è marcato per la comune presenza di, appunto, corvi che compaiono in vari momenti, portandosi appresso l'insieme di sensazioni che l'immaginario comune ha associato a questi uccelli. Quindi un bagaglio aneddotico che evoca parola come morte oscurità inquietudine.

L accostamento tra Freesia e il Il Corvo viene anche suggerito dall'estetica con i cui gli autori hanno deciso di procedere coi loro fumetti.
Freesia è disegnato con un tratto abbastanza sporco, ma sufficientemente dettagliato, che in alcuni fragenti potrebbe ricordare quello di Takashi. La qualità complessiva rientra nella media dei manga, forse anche un po' sopra come capacità. Sicuramente la raffigurazione dei personaggi nei primi piani, come anche certi studi registici della tavola, sono notevoli, tuttavia il dettaglio e le proporzioni vengono persi quando si passa a prospettive più lontane, e questo incide un po' sul apprezzamento generale. Matsumoto quindi non eccelle, male sue tavole non sono nemmeno sgradevoli alla vista. Soprattutto, nonostante l'ambientazione lo permetta, non si serve di fotografie modificate con programmi di foto-ritocco per raffigurare i fondali. Se consideriamo i manga come una forma d'arte credo che sia giusto riconoscere maggiori meriti a chi sceglie di non ricorrere a espedienti che spesso facilitano il lavoro di disegno. In aggiunta a questo va pure fatto notare come le prime pagine di alcuni capitoli siano disegnate secondo un stile molto foto realistico, con una forte tridimensionalità data dallo studio delle sfumature.

spaced jazz
Non ho letto moltissimo di Freesia (Matsumoto attendo di approfondirlo, dovrei avere anche un altro paio di cose in attesa, se non ricordo male...), poco per vergare un commento esauriente e accurato come quello di gallo ma abbastanza per trovare riscontro su molti dei punti illustrati in questa eccellente recensione.
E' certo un autore particolare e un manga dagli intenti forti, un po' fra me e me mi veniva da accostarlo al forse ancora più eccessivo The world is mine.
_gallo_
Ho letto troppo poco di The world is mine per poter fare un paragone. Comunque prima o poi lo riprendo, mi piaceva assai come era iniziato.

Eh, spaced... il tuo unico problema è che non hai ancora capito quanto figo sia Ookiku Furikabutte. Anche hob è d'accordo con me U_U
spaced jazz
CITAZIONE(_gallo_ @ Nov 5 2008, 20:15) *
Eh, spaced... il tuo unico problema è che non hai ancora capito quanto figo sia Ookiku Furikabutte.


In effetti no! ^^ A dire il vero per quello che ho letto mi garba di più Yasashii Watashi... hob comunque non conta da quando si è fimminizzato senza nel contempo virare agli shojo!!! embarassed.gif
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