Lettera agli utenti LuccaComicsari di MangaItalia.
Amici,
sono stati quattro giorni indimenticabili.
Grazie e alla prossima!
…no, non può bastare.
Amici,
sono stati quattro giorni indimenticabili.
Ho una carica d’affetto per voi tale addosso da doverla sfogare in una lettera dolce e stucchevole quanto un barattolo di miele da 30 kg, ma spero mi perdonerete. Vi consiglio d’andare in bagno se dovete o di prepararvi la cena anche solo se avete un leggero languorino da Ferrero Roches in fondo allo stomaco: la lettera è lunga e potreste finire di leggerla tra ore ed ore.
Sapevo per esperienza che i raduni a Lucca sono sempre di una bellezza sconvolgente, ti ubriacano di emozioni e risate e torni a casa col cuore che batte per tutto l’affetto che hai ricevuto e per il dolore, perché quello è, di lasciare persone alle quali ti senti legato con un nastro alla vita. Ma non pensavo che sarebbe stato tutto più bello del più bello dei sogni ad occhi aperti che facevo immaginandomi insieme a voi. Forse sono stati i tre anni passati dal nostro ultimo incontro e il primo abbraccio con amici mai visti prima ad aver reso tutto così magico. Non è essenziale dare una spiegazione alle cose belle. Proseguiamo.
M’hanno detto d’aver portato con me in dono dalla Sicilia il sole che non è mancato un minuto in cielo ed ha illuminato, spavaldo, i nostri visi tanto che, durante la gara dei cos play, ho rischiato la cecità in attesa dell’esibizione di Giada e i ValAle. Mi dicono anche dalla regia che a Lucca piove. Il sole è venuto via con me.
Ho fatto poche spese, le indispensabili, qualche fumetto e pochi gadget comprati all’ultimo minuto e in tutta fretta per arrivare in tempo alla Gelateria Veneta, correndo e scivolando tra la gente, dal Japan Palace, o quel che era. Insomma, posso dire che quest’anno della fiera non me ne fregava veramente nulla tant’è che il venerdì non ho messo piede in nessuno stand. Ero troppo occupata a rincorrervi e telefonarvi per sapere dov’eravate e dove potevamo incontrarci.
Avevo “promesso” (ma anche no) che avrei arbitrato la partita di calcetto Cariatidi VS Ciòvani e vi assicuro che non mi sono affatto pentita d’aver assistito al match dell’anno. Ho riso e incitato un po’ tutti, ho fischiato senza riuscirci per avvertirvi dei cambi, mi sono anche improvvisata fisioterapista! Ma la cosa più importante è l’essermi sentita “cercata”, come dire… richiesta. Forse per gioco o per pazzia o per quel che vi pare, mi avete proposto d’arbitrare più e più volte e più rifiutavo e più insistevate. Non potevo non guardarvi giocare, i miei omini sudaticci e puzzolenti che hanno anche provato ad uccidermi (Andrea, amico del Rovy, grazie) facendo avverare in parte la mia profezia “se sto in campo passerò tutto il tempo in un angolo a schivare le pallonate e qualcuna, di certo, mi colpirà”.
E poi la cena di venerdì, in cui mi sono sentita un disegnatore in fiera. Avevo anche il cartellino col nome sul tavolo, di fronte a me, per esser riconosciuta. Con la foto della mia pizza Pac-Man dovrei farci un poster perché certi colpi di genio mi vengono raramente. (cretinate, direte voi, ma io ero soddisfatta, soprattutto quando GriEver e gallo m’hanno guardata sconvolti chiedendomi “Ma tu sei proprio avanti con i videogiochi, eh?” e Ataru che è più pazzo di me ha risposto “Proprio qualche giorno fa ho scoperto un nuovo gioco… si chiama Space Invaders!”. (in più, se guardate bene la foto, la mia pizza somiglia paurosamente a Kermit the Frog, con quel suo grande occhio “bolla d’aria nella pasta”).
Il sabato in fiera è stato semplicemente devastante. Troppa gente, troppe cose da fare, troppe cose da vedere e poco, pochissimo tempo. C’ho perso la voce incitando il Jadegroup di WoW durante la gara cos play. Stupidamente ho creduto che Ale, l’ex-Sweeney Todd, al mio urlo “Vai Sweeeneeey!” stesse per salutarmi a inizio esibizione. Invece ha urlato “For the horde~!” ed io sono sbiancata di colpo soffocando una risata mista a colpo di tosse.
Arrivare al Brùton per la cena, poi, è stata un’impresa degna di Indiana Jones. Per una buon’ora ho creduto d’esser stata abbandonata o dimenticata a casa del Viulenza perché né lui e Shanny né Giada rincasavano, ed io non sapevo che spiegazioni dare ai genitori di Daniele. Per il resto la serata è scivolata dolce e felice come tutti i boccali di birra al nostro tavolo. Umma m’ha fatto meno paura degli altri anni, nonostante il suo comunicato stampa che non condivido, ci tengo a precisare, sono solo calunnie! Come pure le dichiarazioni del Teddy nel suo post di ieri delle h 17.28!
E’ stato anche piuttosto imbarazzante “parlare” al telefono con Bob Mould il quale non ho capito cosa m’ha biascicato all’orecchio, ma io ho sentito “Ciao, Momo, sono Wick”… Gika ha promesso che upperà al più presto la telefonata. Io spero che la distruggano perché la mia voce era tanto tanto angelica, due sere fa, da sembrare quella di un tenore tedesco figlio di camionista slovacco, nipote di scaricatore di porto russo, dopo una sbronza. Angelica, insomma. ♥
E dopo una notte che m’è passata sotto il naso come un gatto inseguito da un cane, tant’è che al suono della sveglia mi sono detta “Dai che Giada ha sbagliato a puntarla e sono le quattro del mattino”, ero di nuovo a Lucca per i saluti. Rimarrà negli annali la faccia del PaTaTo alla mia risposta dopo la sua domanda “Sì, ci salutiamo… Ma chi parte?” e io “Io!” e lui “…”.
Che posso dire? L’80% di quello che avevo in mente l’ho dimenticato. Ho provato a tenere una lista di tutte le cose degne d’esser ricordate nel mio resoconto, ma le tragiche ore di treno si sono fatte sentire e poi mi capita sempre di scordare le cose importanti al momento in cui devo dirle o farle. Quindi passo agli abbracci virtuali.
Un abbraccio a Giada che, se non fosse stato per il suo labbrino tremulo a Lucca in Aprile non c’avrei neanche lontanamente pensato di chiedere ai miei se, per caso, quest’anno potevano concedermi quattro giorni di puro ozio e spasso. Grazie perché mi ha assecondata e ascoltata e capita (almeno c’ha provato) e viziata e coccolata tutto il tempo. Grazie perché quando le facevo notare le cose che abbiamo in comune ripeteva sempre “Non per niente siamo sorelle!” e sto iniziando a crederci sul serio.
Un abbraccio a Daniele. Mio padre ha quasi pianto di gioia nel vedere il barattolo coi funghi dentro. Grazie perché ogni volta mi stupisco di quanto affetto riesca a darmi e guarda, bischero, che io sul treno per Pisa ieri mattina non piangevo! E’ che avevo una bruschetta nell’occhio… Grazie per la pazienza e disponibilità. Grazie ai suoi genitori che, secondo me, sono robot telecomandati perché sono fantasticamente fantastici. Tipo Super Vicky. Ridevano pure alle mie battute, capite?! Grazie ad Annalisa che m’ha ceduto il letto. Io mica l’avevo capito che le avrei occupato la camera altrimenti avrei dormito per terra in salotto. Al massimo avrei passato le notti a giocare alla Wii, dico, tanto male poi non sarei stata.
Un abbraccio a Bruno l’Uomo Vero anche se quando mi ci sono catapultata addosso, venerdì, per salutarlo, m’ha snobbato con eleganza dicendo che gli “venivo a noia”, tanto m’aveva già vista ad Aprile. Grazie perché m’ha regalato il primo volume del nuovo manga della Takaya, grazie perché s’è seduto anche accanto a me alla cena del venerdì, grazie perché dopo tutti questi anni si ricorda ancora le prime cose che gli dissi quando “l’abbordai” sul forum complimentandomi per il suo avatar dei Beatles. Grazie anche per l’sms speditomi domenica mattina in cui mi dice che sabato sera a cena somigliavo tanto a Doraemon…
Un abbraccio a Giorgia. Anzi, più d’uno. Quando l’ho vista vicino allo stand Bonelli zompettare piccina tra la folla le sono corsa incontro e chissà, probabilmente avrà pensato “Santi numi, una mandria di bufali sta per schiacciarmi!” (lunga vita al Re – cit.). Bellissima nel suo dolce cappellino con le orecchie da gatto, si nascondeva imbarazzata dietro il tovagliolo rosso del Brùton: una delle foto più belle tra quelle che ho scattato in tutti i giorni a Lucca, sappilo. Mi spiace di non aver passato con lei il tempo che avrei voluto e che meritava. Era pure il nostro primo incontro. Rimedieremo. …sì, è una minaccia.
Un abbraccio a Giacomo, Gika, perché m’è parso un omino tenerello, non ricordava d’avermi passato uno per uno i brani di Tutti morimmo a stento, anni fa ed è stato contento di ricevere ringraziamenti e complimenti, per lui, immotivati. E’ stato un po’ meno tenerello quando m’ha passato Morau al telefono. All’inizio credevo mi stesse prendendo in giro, pensavo che volesse farmi parlare da sola registrando la mia voce per potermi ricattare in seguito (sempre per la storia della voce angelica, per intenderci). Ma l’ho visto parecchio convinto mentre mi elencava le innumerevoli qualità di Morau.
Un abbraccio a Shinji con il quale non ho neanche potuto parlare. Sono riuscita a salutarlo urlandogli dall’altro lato del tavolo. S’è legato al dito la questione del disegno richiesto e non ricevuto. Chiedo perdono, mi impegnerò di più la prossima volta! Voi rompete, rompete e sarete accontentati (o mandati a quel paese :*).
Un abbraccio a Dario il Maggiore che, ne sono certa, mi spedirà una bomba ad orologeria a casa perché (come per Shinji) nemmeno quest’anno sono riuscita a fargli un disegno e dire che venerdì sera m’era pure seduto abbastanza vicino. Dovevi insistere, Maggiò! Momo ha la testa di legno. Grazie perché nei suoi abbracci ci si può affondare.
Un abbraccio a Matteo il Minore che ogni volta che al campetto sul tetto urlava “Homo! Homo!” io sentivo “Momo! Momo!” e m’immaginavo già che il Rovy, preso dall’entusiasmo dell’incontro, si voltasse verso di me e calciasse il pallone urlandomi “Sei smarcata, vai e segna!”.
Un abbraccio ad Eli, Harumi, che ho “vissuto” poco e me ne dispiace. Però ricorda ancora i deliri dei viaggi fatti insieme per Lucca (vedi il mitico “Vietato attraversare i bambini” e “Sei la frutta della mia vita”, ma soprattutto “Evviva, siamo arrivati a… com’è che si chiama? Pisciotta?!”). Troppo lontana alla cena del sabato, quando mi sono avvicinata la raffinata voce di Saigo copriva ogni tentativo di conversazione (anche perché mi ha gentilmente chiesto di fare un coretto con lui… come dirgli di no?).
Un abbraccio a Vale, Yukka, la quale non sapeva che sarei partita per Lucca e quando ci siamo incontrate era abbastanza incredula e sbigottita. Grazie per non avermi presa a testate per la rabbia, perché non le avevo espressamente detto che sarei stata in fiera. Credevo lo sapesse, credevo lo sapessero tutti visto che l'avevo scritto sul forum. Scusa, boass e grazie per essere sempre meravigliosamente tu. ♥ Scusami. ;_;
Un abbraccio a Fede, il cantante di MI. Era un po’ che non mi deliziava con il suo cavallo di battaglia “Ken il Guerriero”. Sono cose che ti segnano per sempre ed ascoltarlo mentre ti canta nelle orecchie attraverso le cuffie su Skype era già un’esperienza fenomenale che, però, non sarà mai meravigliosa quanto duettare con lui, ma che dico, ancora meglio, cantare in tre con Umma che tocca note stridule con sentimento! Grazie perché insieme a Manaka hai continuato a ricordarmi dell’impegno di venerdì: la partita. ♥
Un abbraccio ad Andrea, l’amico del Rovy, tale Hanamichi sul forum, lo sapevate? Grazie perché dopo avermi scagliato addosso una pallonata degna di Holly e Benji ha continuato a cercare di distruggermi le caviglie anche nei giorni successivi. Che caro ragazzo. Grazie perché credo si sentisse in colpa per quell’attentato alla mia vita, ma Momo è grande e forte, sa allacciarsi i sandali e tutto il resto! (cit.)
Un abbraccio a Flavio che non vedevo da eoni e che quando sente cantare il Rovy dà ancora di matto come ai bei vecchi tempi. Grazie per esserci stato e per non avermi risposto “Che stai a dì?!” quando gli ho urlato alla cena “Fly! PollyAnna! E ho detto tutto.”.
Un abbraccio ad Anna, la donnina di Fly. Grazie perché almeno una di noi due porta quel nome con dignità ed eleganza. ♥ Grazie anche per non avermi presa per pazza quando l’ho abbracciata in stazione come fosse una vecchia amica che non vedevo da secoli.
Un abbraccio a Lorenzo, Goldino, il quale ha disperatamente tentato di insegnarmi i passi base del walzer, ma Momo è sgraziata e scoordinata, prima di imparare a muoversi con un minimo di delicatezza ci vorrebbero anni ed anni di pratica. Grazie per essere sempre infinitamente dolce con me.
Un abbraccio a Bruno il Duca. Sempre e comunque noblesse oblige! E’ vero, ha ragione, sento la mancanza dei suoi abbracci, ma non del suo dopobarba o di quello del Varano, sempre che ne usino. So solo che dopo averli spupazzati un po’ giovedì sera avevo le guance in fiamme. Grazie per aver apprezzato quello sgorbio fattogli durante la conferenza sulla traduzione di RatMan. Io sì che presto attenzione. Facevo così anche a scuola! (e i risultati si vedevano…)
Un abbraccio a Davide il Varazzo. La prima volta che lo incontrai a Lucca 2006 lo stritolai quasi soffocandolo e la sua espressione fu bellissima. Un misto di “chi diamine sei?” e “ho paura, la morte è venuta a prendermi!” tinto di blu perché, ovviamente, non respirava quasi più. Grazie perché, come tutti i milanesi, del resto, anche lui è dolcissimo con me quando mi sta a sentire e mi sorride. Spero non sia pura pietà, ma… ma potrebbe andar bene pure quella.
Un abbraccio a Matteo, il Capro, il quale con la sua dolce dama m’ha regalato il pupazzo di Boota, grande protagonista della serata al Brùton fino a che non ho ben pensato di metterlo al sicuro perché già l’immaginavo innaffiato di birra al doppio malto. Grazie per essere rimasto con me fino praticamente alla partenza del treno (insieme ad altri indomiti cavalieri come Miss Jade, Mr. Viulenza, Cavalier Gallo e Messer GriEllo). D’accordo, ci vediamo poco, ma io fossi stata in voi tutti m’avrei caricato a forza sul treno un’ora prima e sarei scappato via saltando da un binario all’altro pur di liberarmi di me stessa. Questo è amore! Questo è vero amore! Va beh, scemate a parte, grazie di tutto, come sempre, caprettino.
Un abbraccio a Francé, il Crono, ormai membro del Dai-Gurren-Dan. E’ stato bellissimo potergli mostrare il ciondolino di Simon comprato in fiera e il piccolo Boota. Lui capisce! Lui condivide! Grazie per aver sorriso mentre disegnavo la me stessa con gli occhialoni di Kamina sulla tovaglietta del Brùton e grazie perché, sì, m’ha rotto il bicchiere, ma per il primo anno durante una cena a Lucca nessuno mi versa del liquido sui jeans. Grazie, davvero!
Un abbraccio a Crazy che mi sedeva vicino alla cena del sabato. Ho goduto della sua squillante risata, metteva allegria. Lo ricordavo sul forum, ma non credo d’averci mai parlato, ma l’abbraccio lo stesso!
Un abbraccio a Matteo Umma, se lo merita. Grazie perché quest’anno prima della cena del sabato immaginavo guerre e lotte e mie fughe e lui che mi rincorreva strisciando sotto i tavoli e io costretta a saltarci sopra per scappare. Invece è andata meglio del previsto e tutto sommato, anche se fa finta di interessarsi alla mia vita, un po’ di bene me ne vuole… credo. Spero.
Un abbraccio a Keisuke che sedeva, con me, accanto all’utente invisibile il cui posto era apparecchiato e il suo bicchiere pieno di birra. A volte, però, Keisuke spariva e restavo sola con l’utente invisibile che ha provato a rubarmi Boota… Poi mi sono ricordata d’averlo messo al sicuro nella borsa, tanto al sicuro che non lo trovavo più.
E questo mi porta al Lupo.
Un abbraccio a Marco. Gli avevo promesso che la Yoko disegnata con affetto e difficoltà due anni fa gliel’avrei consegnata a mano, di persona personalmente. Invece non ho potuto. L’ho messa chissà dove nella libreria, in un posto così sicuro e segreto che nemmeno io ricordo più dove sia. Ma è di certo al sicuro là. Ho ripiegato su una Yoko in black and white scarabocchiata durante una conferenza in fiera. Non finirò mai di scusarmi.
Un abbraccio a Chiara, Shanny. Le parlavo durante la gara cos play convinta che fosse un’amica “wow ara” di Giada. Quando poi mi sono presentata “Comunque, ciao, io sono Anna, tu ci sei alla cena di sabato, no?” m’ha risposto con gli occhietti luccicanti “Certo che ci sono. Momo, sono Shanny” e sono sprofondata nella vergogna. Grazie perché è una caramellina al miele questa ragazza.
Un abbraccio alla Gnappetta, Hikari, di cui, oh mio Dio, forse non conosco neanche il nome! E se lo conosco al momento proprio non lo ricordo. Mi perdonerà anche perché sabato mattina in fiera l’ho riconosciuta e questo spero basti. Vero che basta? Vero?!
Un abbraccio a Minami. Mi sono impegnata in questi giorni a camminare per le strade di Lucca evitando di zigzagare, di zompettare e di giocare saltando da una mattonella all’altra. L’ho fatto per te, capo!
Un abbraccio a Sauro il Naruttolo. Il vagabondo del forum, quello che manca un po’ a tutti e che sono tutti strafelici di vederlo quando ritorna “a casa”. Super campione di calcetto, ha preso più pali lui di quelli che prendo io quando leggo per strada e ci sbatto contro. Sono stati sfortunati e se fossero entrati in porta tutti i goal mancati non so proprio come sarebbe finita la partita. Grazie perché è sempre gentile e brillantissimo.
Un abbraccio a MariaGiulia, collega Accademica, divoratrice di frutta. Ho letto il suo post e le sue scuse per aver passato poco tempo con noi, ma è stata una presenza forte alla cena del venerdì, almeno per me. Condividiamo certi pensieri forse non troppo allegri, ma è sempre piacevole riascoltarsi nelle parole di un altro.
Un abbraccio a Simone il Manny, magico Manaka. Grazie perché ha riso ai miei stupidi disegni sull’arbitraggio, grazie perché ha continuato a chiedermi di arbitrare, grazie perché alla fine ha vinto lui ed un po’ la partita ho tentato di gestirla. Grazie di tutto, Mannino.
Un abbraccio a Paola, Dubhe, dolcissima Dubhe. Quando m’ha detto alla cena del venerdì che somiglio ad Hagu-chan non le sono saltata addosso solo perché c’erano due persone tra noi e non mi sembrava il caso… Sono felice che abbia gradito il mio piccolo sgorbio. L’ho fatto col cuore. ♥
Un abbraccio alla camera woman Ilaria che, con estrema pazienza, ha ripreso la partita attimo per attimo tentando anche di catturare me mentre cantavo. E credo ci sia pure riuscita, cavolo. Grazie perché non l’avevo mai incontrata e quando m’ha vista ha esclamato “Ohibò! Momo! Ma allora esisti davvero!”. Grazie perché m’ha invitata a Milano per vedere la neve. Prima o poi ne approfitterò di quell’invito, promesso.
Un abbraccio al Leone di Azeroth, il nostro mitico Ivano, per gli amici intimi Ivaldo, per gli altri Zoro. Un orsetto del cuore coccolone alto due metri e mezzo. Non perdeva occasione per mostrare al mondo i suoi muscolacci, tant’è che quando l’ho disegnato sulla tovaglia della Rusticanella 2 mi ha pregata di ritrarlo con le braccia ben in evidenza. Grazie per la simpatia e per la dolcezza (oh, ma siete tutti dolci in ‘sto forum, così sembro ripetitiva), sapevo che era un tenerone, ma non così tenerone!
Un abbraccio a Roberta dalle bianche orecchie di coniglio. E’ proprio come l’immaginavo, la stimo e la stimo. Ho trascorso poco tempo insieme a lei anche perché siamo state sempre lontane in entrambe le cene. Però noi l’abbiamo riaccompagnata all’auto dopo il Brùton, eh!
Un abbraccio alla maestra Glenda, esempio per la vita, sono anni che voglio diventare come lei e fosse anche a 97 anni, ci riuscirò!
Un abbraccio al Mr. Manga Italia più bello che c’è, Teddi. A parte che non è vero, non ho lasciato quelle dichiarazioni, lo ripeto. E poi è stato lui a chiedermi che movimenti ci sono nella mia vita e la mia vita è piatta come una tavola da surf. Grazie perché ha riso dopo aver visto il mio regalino scemo, l’orsetto con le basette. E grazie per essere Teddi, semplicemente. ♥
Un abbraccio a Marco il PaTaTo. La nostra foto con ditino sulle labbra è favolosa (nonostante la mia faccia da idiota cicciona) e potrei anche stamparla per metterla in una bella cornice. ♥ Grazie perché anche quando ha scoperto d’essere venuto in stazione per salutare solo me non è andato via. XD
Un abbraccio a Senzanick e a Jigen ai quali ho solo stretto la mano per salutarli e poi sono spariti, ma li abbraccio lo stesso. *_*
Un abbraccio a Saizan ed ai suoi boccolo capelli. Quasi nulla da dire perché abbiamo parlato poco e niente… ma i suoi capelli sono bellissimi!
A proposito di capelli.
Un abbraccio a Paolo, Godai-kun. Morbidi belli e lucenti, ha dei capelli che i miei in confronto sembrano paglia. ;_; Doveva venire alle cene, l’avevo anche minacciato di mort… ahem… Sono però felice d’aver potuto passare un po’ di tempo con lui sabato pomeriggio alla Gelateria Veneta. Sentirgli dire che quando morirono De André e Bertoli lui era tristissimo, mi fa capire che non sono pazza ad affezionarmi tanto a certi cantanti. Ti sono vicina, Paolo!
Un abbraccio al Don che non ha per nulla la faccia del Nicola e che sabato sera avrei cenato in cappotto pur di coprirmi il petto. Grazie perché il Don è sempre il Don e tutti lo amiamo.
Un abbraccio a Takun che non ricordo se si chiama Alessandro o se me lo sono inventato. Comunque sia, un abbraccio a lui che ho finalmente incontrato di persona. L’anima della squadra dei Ciòvani, l’uomo partita (insieme al Naruto). Vai Takun, sei tutti noi, orgoglio Ciòvane!
Un abbraccio al Nuovo Utente Samvise ed alla Futura Utentessa. Profumano di persone in gamba e sono pure piuttosto coraggiosi. Lui è tornato a postare e, con le dovute minacce, anche lei si iscriverà al forum. Lo sento.
Un abbraccio all’ennesimo Matteo, Eddie Barulla. Anna tornerà alla canna (ma anche no!). Ogni volta che ascolterò Rino Gaetano penserò a te ed al prossimo raduno mi porto dietro una chitarra così quando avrai bisogno di musica canterò per te. Così si frantumeranno tutti i vetri intorno a noi.
Un abbraccio a Marco il gallo ed al suo bellissimo maglione del sabato sera. Sono felice che abbia gradito quello sgorbio di Eureka che ho disegnato per lui sul tovagliolo, da Gosto e Mea. Era il mio ringraziamento. ♥
Un abbraccio all’omino delle uova, Simone, il GriEver, il Del Piero della squadra dei Ciòvani, da me soprannominato Grillo o Grillino in questi ultimi giorni. Il ragazzo
pimpante, cuoco provetto, grande impastatore di biscotti e geniale creatore d’acrostici. Grazie per la calma e la pazienza e per non avermi picchiata e minacciata di morte quando lo assillavo (tanto avrei continuato ad essere logorroica e petulante ed appiccicosa anche da deceduta).
E un abbraccio ai miei Marco e Fabio, Soel e Tozzie che lurkano Manga Italia, ma che sono sempre presenti e disponibili per me. Grazie per esser stati pazienti, per avermi aspettata, per avermi telefonato chiedendomi di incontrarci. Grazie per i fumetti, grazie per gli abbracci, grazie per le risate. Grazie.
Dopo due giorni ho finalmente finito il mio resoconto.
Spero di non aver dimenticato nessuno. E’ noioso leggere questo infinito e noioso post, ma, abbiate pietà, ci ho messo il cuore. Potevo, in realtà, scrivere un semplicissimo “vi voglio bene”, ma già sono melensa di mio… non mi pareva il caso.
Ieri mattina m’ha telefonato il Viulenza
Mi informava del fatto che ho dimenticato a casa sua la camicia bianca che indossavo sotto il gilet sabato in fiera (quella del cos play cameriere): sarà che l’ho fatto di proposito perché in un posto che ami ci lasci sempre qualcosa per poter poi ritornare a prenderla?
Regalino.
Le
mie foto, finalmente finite e caricate.
E’ un file .rar. Ci troverete dentro una canzone di Nico,
The fairest of the seasons. Se volete potrete ascoltarla come colonna sonora, mentre guardate le foto che fanno pena, ma sono per voi. ♥